Cos’è la vitiligine?
Trattamento e salute
Stress ossidativo e vitiligine: perché i melanociti scompaiono e cosa dicono gli studi sugli antiossidanti
La vitiligine inizia molto prima che la prima macchia bianca sia visibile. Nella pelle si accumula perossido di idrogeno, le difese delle cellule cedono e i melanociti stressati attirano il sistema immunitario. Spieghiamo il meccanismo in modo semplice ed esaminiamo gli studi sugli antiossidanti uno per uno – cosa è dimostrato, cosa è promettente e cosa no.
Che cos'è la vitiligine?
Quali sono le cause della vitiligine?
La causa esatta non è ancora completamente chiarita, ma la ricerca degli ultimi anni ha delineato un quadro abbastanza coerente: la vitiligine è considerata una condizione autoimmune, in cui il sistema immunitario riconosce come estranei i propri melanociti e li attacca. A questo meccanismo principale si affiancano altri fattori:
- Predisposizione genetica. Sono stati identificati diversi geni associati a un rischio maggiore. Avere un familiare con vitiligine aumenta la probabilità, ma non la rende inevitabile: si stima che un figlio di un genitore con vitiligine abbia circa il 5-7% di probabilità di svilupparla.
- Stress ossidativo. Uno squilibrio tra la produzione di radicali liberi e la capacità dell'organismo di neutralizzarli può rendere i melanociti più vulnerabili.
- Fattori scatenanti. Molte persone collegano la comparsa delle prime macchie a un periodo di stress intenso, a una malattia o a un trauma fisico della pelle.
- Fenomeno di Koebner. Nuove macchie possono comparire proprio dove la pelle è stata sollecitata: un taglio, un'abrasione, una scottatura o uno sfregamento ripetuto.
Come si riconosce la vitiligine
Il primo segno è quasi sempre una macchia chiara, dai bordi in genere ben definiti, che tende ad allargarsi lentamente. Con il tempo le macchie possono confluire tra loro e formare aree più estese. Le zone interessate più di frequente sono le mani, le dita, il viso (soprattutto intorno a occhi e bocca), i gomiti, le ginocchia, i piedi e le aree genitali.
Quando la vitiligine coinvolge il cuoio capelluto, le sopracciglia o la barba, i peli in quell'area possono diventare bianchi.
Le macchie bianche, però, non sono sempre vitiligine: esistono altre condizioni cutanee dall'aspetto simile. La diagnosi va posta da un dermatologo, che in genere utilizza la lampada di Wood, una luce ultravioletta che rende le aree depigmentate molto più evidenti e aiuta a distinguere la vitiligine da altri disturbi della pigmentazione. In casi dubbi può essere prelevato un piccolo campione di pelle per l'esame istologico.
I tipi di vitiligine
Conoscere il tipo aiuta a capire come la condizione può evolvere e quali trattamenti sono più indicati.
- Non segmentale (generalizzata) — la forma più comune. Le macchie compaiono su entrambi i lati del corpo, spesso in modo speculare, e possono evolvere nel tempo.
- Segmentale — interessa un solo lato del corpo o una singola area. Compare in genere in età più giovane, progredisce per un periodo limitato e poi tende a stabilizzarsi.
- Acrofacciale — coinvolge soprattutto le estremità (mani e piedi) e il viso.
- Focale — poche macchie circoscritte in un'area ristretta, senza una chiara tendenza a diffondersi.
- Mucosa — riguarda le mucose della bocca e dei genitali.
- Tricromica — tra la pelle bianca e quella normalmente pigmentata è presente una fascia intermedia di colore più chiaro.
- Universale — forma rara in cui oltre l'80% della superficie corporea risulta depigmentata.
Condizioni associate
Poiché la vitiligine ha una base autoimmune, chi ne è interessato ha una probabilità leggermente maggiore di sviluppare altre condizioni della stessa natura, in particolare quelle della tiroide (tiroidite di Hashimoto), il diabete di tipo 1, l'alopecia areata, l'anemia perniciosa e la malattia di Addison.
Per questo molti dermatologi, alla diagnosi, consigliano un controllo della funzionalità tiroidea. Le aree depigmentate, inoltre, sono prive della protezione naturale offerta dalla melanina e si scottano con molta più facilità: la protezione solare quotidiana non è un dettaglio estetico ma una necessità.
Si può curare la vitiligine?
Per molto tempo si è detto ai pazienti che non c'era nulla da fare. Oggi non è più così. La vitiligine resta una condizione complessa e i risultati richiedono tempo, ma esistono trattamenti riconosciuti che possono stabilizzarla e, in molti casi, favorire il ritorno del pigmento.
- Iniziare presto. Le macchie recenti rispondono al trattamento molto meglio di quelle presenti da anni.
- Essere costanti. La ripigmentazione è un processo lento che si misura in mesi, non in settimane.
- La zona conta. Viso, collo e tronco rispondono più rapidamente; mani, dita, piedi e articolazioni sono le aree più difficili.
Trattamenti topici su prescrizione
Sono in genere la prima scelta quando le macchie sono poco estese. Il dermatologo può prescrivere corticosteroidi topici, inibitori topici della calcineurina — spesso preferiti su viso e collo perché non assottigliano la pelle — oppure, per la vitiligine non segmentale, gli inibitori topici della JAK, una classe più recente approvata nell'Unione Europea. Sono tutti farmaci soggetti a prescrizione medica: modalità e durata dell'applicazione vanno stabilite dal medico.
Fototerapia NB-UVB a 311 nm
Laser e lampada a eccimeri
Per macchie singole e ben delimitate, il laser a eccimeri a 308 nm consente di trattare in modo mirato solo l'area interessata, risparmiando la pelle circostante. Viene eseguito in ambulatorio dermatologico.
Trattamenti chirurgici
Quando la vitiligine è stabile da almeno un anno e non risponde alle terapie, esistono tecniche chirurgiche di trapianto: innesti cutanei sottili, innesto del tetto di bolle indotte per aspirazione o trapianto di sospensione cellulare di melanociti. Sono riservate a casi selezionati e comportano rischi come infezioni, cicatrici o pigmentazione non uniforme.
Camouflage e protezione solare
Stile di vita e alimentazione
Domande frequenti
La vitiligine è contagiosa?
No. Non si trasmette in alcun modo attraverso il contatto, la condivisione di oggetti o qualsiasi altra via.
La vitiligine si può fermare?
In molti casi sì. L'obiettivo del trattamento è prima stabilizzare la condizione, cioè fermarne la diffusione, e poi favorire la ripigmentazione. Iniziare presto migliora sensibilmente le probabilità.
Quanto tempo serve per vedere dei risultati?
Con la fototerapia i primi punti di nuova pigmentazione compaiono di solito dopo 4-8 settimane, mentre per un miglioramento evidente servono spesso diversi mesi di trattamento regolare. Fotografare le stesse zone ogni quattro settimane, nelle stesse condizioni di luce, aiuta a riconoscere i cambiamenti.
Il pigmento ritorna in modo uniforme?
Di norma no, almeno all'inizio. La ripigmentazione parte spesso da piccoli punti scuri intorno ai follicoli piliferi, che con il tempo si allargano e si uniscono. Un aspetto a puntini nelle prime fasi è normale ed è anzi un buon segno.
Le mani e le dita si possono ripigmentare?
Sono le aree più difficili, perché contengono meno follicoli piliferi da cui il pigmento può ripartire. Richiedono più pazienza e i risultati sono spesso parziali.
Devo evitare il sole?
Non serve evitarlo del tutto, ma le aree depigmentate vanno protette con una crema ad alto fattore, perché si scottano facilmente. Le esposizioni prolungate e le scottature vanno evitate: oltre al danno cutaneo, un trauma sulla pelle può favorire la comparsa di nuove macchie.
La vitiligine può tornare dopo la ripigmentazione?
È possibile. Per questo molti dermatologi consigliano di proseguire con un trattamento di mantenimento meno frequente anche dopo aver ottenuto buoni risultati.
-
Aggiungi ai preferiti
Utilizzato in ambito clinico
Dermalight® 80R UVB
(1400010)Il dispositivo medico tedesco Dermalight® 80R UVB è destinato alla fototerapia a domicilio molto efficace di vitiligine, psoriasi ed eczema atopico con radiazioni UVB con una lunghezza d'onda di 311 nm.
Disponibile (4 Pezzi)
355 €
-
Aggiungi ai preferiti
IL PIÙ RICHIESTO
Vitistop Gel 50 ml
Gel per uso cutaneo studiato con dermatologi per le zone depigmentate. Applicato prima della fototerapia UVB o del sole favorisce la ripresa graduale della pigmentazione. Confezione da 50 ml. Ricco di psoraleni, che aumentano l’efficacia della fototerapia.
Disponibile (265 Pezzi)
45 €
-
Aggiungi ai preferiti
IL PIÙ RICHIESTO
Vitistop 60 pillole
(1100022)Integratore alimentare per chi convive con la vitiligine: EXTRAMEL®, L-tirosina, rame, zinco, selenio e vitamine. 1 pillola al giorno, confezione per 2 mesi.
Disponibile (397 Pezzi)
32 €
-
Aggiungi ai preferiti
IL PIÙ RICHIESTO
Zanderm correttore preciso – Prova la tua tonalità
Non sai quale tonalità Zanderm è più adatta alla tua pelle? Il tester ti permette di provare gli applicatori di precisione prima di scegliere. Riservato a chi acquista per la prima volta.
Disponibile
8 €
18 € Sconto 55.6%
-
Aggiungi ai preferiti
Zanderm correttore preciso
Correttore Zanderm con applicatore di precisione da 2,2 ml: copre le piccole macchie di vitiligine con pochi tocchi. Otto tonalità, pratico da portare con sé.
Disponibile
18 €
-
Aggiungi ai preferiti
Zanderm correttore ampio
Correttore Zanderm con applicatore ampio da 18 ml, pensato per le aree di vitiligine più estese. Stesura uniforme, asciugatura rapida e lunga tenuta, in otto tonalità.
Disponibile
32 €
Vitiligine per zona del corpo
La vitiligine si comporta in modo diverso a seconda della zona. Scopri le nostre guide dedicate – oppure leggi la panoramica completa per zona del corpo.





Approfondimenti sulla vitiligine
Articoli basati sulle linee guida dermatologiche: fototerapia, tiroide e attività della malattia.
Fototerapia
Quanto tempo ci vuole per la ripigmentazione della vitiligine? Tempi realistici con UVB 311 nm
Primi puntini scuri dopo 8–12 settimane, zone più ampie dopo 6–12 mesi. Mese per mese spieghiamo cosa aspettarsi dalla fototerapia UVB 311 nm a domicilio, quali zone del corpo rispondono prima e perché molte persone smettono troppo presto.
Fototerapia
UVB 311 nm o excimer 308 nm: quale luce è migliore per la vitiligine?
Due lunghezze d’onda, un obiettivo: risvegliare i melanociti. Spieghiamo in cosa differiscono l’UVB a banda stretta 311 nm e il laser a eccimeri 308 nm, cosa mostrano gli studi comparativi e per chi è adatta ciascuna opzione.
Trattamento e salute
Vitiligine e tiroide: perché far controllare TSH e anticorpi
La vitiligine non è solo una malattia della pelle – è un processo autoimmune che spesso ha dei compagni. Il più frequente è la tiroidite di Hashimoto. Spieghiamo perché conviene controllare una volta l’anno TSH e anticorpi anti-TPO e cosa deriva dai risultati.
Trattamento e salute
Vitiligine attiva o stabile? Come capire se si diffonde e cosa cambia nel trattamento
Due macchie della stessa grandezza possono significare due situazioni completamente diverse: una non cambia da anni, l’altra si diffonde in silenzio. La differenza decide da cosa partire. Spieghiamo i quattro segni clinici di attività, cosa ne fa il dermatologo e dove si colloca la luce.
.jpg)




