Vitiligine e tiroide: perché far controllare TSH e anticorpi

Vitiligine e tiroide: perché far controllare TSH e anticorpi

Quando il dermatologo pronuncia la diagnosi di vitiligine, la maggior parte delle persone sente «problema della pelle». Dal punto di vista immunologico è più corretto dire «problema autoimmune che si manifesta sulla pelle». Il sistema immunitario attacca i melanociti nello stesso modo in cui, in altre malattie autoimmuni, attacca la tiroide, le cellule del pancreas o i follicoli piliferi. Per questo queste malattie compaiono spesso insieme – e per questo una buona gestione della vitiligine comprende anche un esame del sangue, non solo lampada e crema.

Quanto spesso vitiligine e tiroide vanno insieme

Il legame è uno dei meglio documentati in dermatologia. Una metanalisi di 48 studi con oltre 300 000 partecipanti (Vrijman et al., British Journal of Dermatology 2012) ha rilevato che le persone con vitiligine hanno un rischio circa 2,5 volte maggiore di malattia tiroidea autoimmune e che gli anticorpi antitiroidei sono 5 volte più frequenti rispetto alla popolazione generale. In pratica, il 15–20 % degli adulti con vitiligine ha una malattia tiroidea clinicamente rilevante, più spesso la tiroidite di Hashimoto (infiammazione autoimmune che porta a ipofunzione), più raramente il morbo di Basedow-Graves (iperfunzione). Nei bambini con vitiligine gli anticorpi si trovano nel 10–25 % dei casi e il rischio cresce con l’età.

Il legame è più forte nella vitiligine non segmentale (macchie simmetriche su entrambi i lati del corpo), nelle donne e in presenza di familiarità per autoimmunità. Nella vitiligine segmentale (macchie in una fascia su un solo lato del corpo) il rischio è decisamente inferiore.

Perché accade: un terreno autoimmune comune

Vitiligine e malattia di Hashimoto appartengono alle patologie in cui i linfociti T citotossici (CD8+) riconoscono le cellule proprie come estranee. Nella vitiligine il bersaglio sono i melanociti, nella tiroidite le cellule tiroidee che producono ormoni. Gli studi genetici hanno trovato oltre 50 regioni di rischio nel DNA associate alla vitiligine e molte di esse (per esempio i geni PTPN22, CTLA4, HLA, TYR) si sovrappongono ai geni della malattia tiroidea autoimmune, del diabete di tipo 1, dell’anemia perniciosa o dell’alopecia areata. L’innesco è di solito la combinazione tra predisposizione ereditaria e stress ossidativo, infezioni, irritazione meccanica della pelle (fenomeno di Koebner) o forte stress psicologico.

Ne deriva una conclusione pratica: la vitiligine è spesso il primo segno visibile di una predisposizione autoimmune più ampia. La tiroide intanto può «covare» per anni senza sintomi – e scoprirlo per tempo vale molto più che aspettare stanchezza, aumento di peso o caduta dei capelli.

Quali esami chiedere

Le linee guida britanniche (BAD 2021) e le raccomandazioni della task force europea sono chiare: a ogni paziente con vitiligine non segmentale andrebbe valutata la funzione tiroidea alla diagnosi e poi ripetutamente, di norma una volta l’anno, o in qualsiasi momento in presenza di sintomi. Il pannello di base che potete chiedere al medico di famiglia o all’endocrinologo:

EsameCosa indicaNota
TSHormone tireotropo – screening di base della funzioneTSH alto = sospetta ipofunzione, basso = sospetta iperfunzione
fT4 (tiroxina libera)livello effettivo dell’ormone tiroideoinsieme al TSH distingue il disturbo subclinico da quello manifesto
anti-TPOanticorpi contro la tireoperossidasi – segno di tiroidite di Hashimotopossono essere positivi anni prima del disturbo funzionale
anti-TGanticorpi contro la tireoglobulinamarcatore complementare di autoimmunità
Vitamina B12, glicemia, vitamina Danemia perniciosa, diabete di tipo 1, carenza di Daltri reperti frequenti associati alla vitiligine

Anticorpi positivi con TSH normale non significano ancora malattia, ma aumentano il rischio che la funzione peggiori col tempo (circa 2–4 % l’anno). In tal caso basta controllare il TSH ogni 6–12 mesi. Se il TSH è alto, l’endocrinologo decide la terapia con levotiroxina.

Sintomi per cui non aspettare il controllo annuale

  • stanchezza, sonnolenza, freddolosità, aumento di peso nonostante la dieta invariata, pelle secca, caduta dei capelli, stitichezza, pensiero rallentato – tipici dell’ipofunzione;
  • palpitazioni, dimagrimento, sudorazione, nervosismo, tremore delle mani, insonnia, occhi sporgenti – tipici dell’iperfunzione;
  • nodulo o senso di pressione al collo, difficoltà a deglutire;
  • nelle donne irregolarità del ciclo, difficoltà a concepire o aborti ripetuti;
  • nuove macchie di vitiligine in rapido aumento – l’attività della vitiligine e quella dell’autoimmunità tiroidea spesso vanno di pari passo.

La malattia tiroidea cambia il trattamento della vitiligine?

La fototerapia in sé no – l’NB-UVB 311 nm è altrettanto adatto anche con la malattia di Hashimoto e l’assunzione di levotiroxina non è un ostacolo. Due cose però cambiano. Primo: un disturbo tiroideo non trattato mantiene l’attività autoimmune generale e con essa l’attività della vitiligine; i pazienti a cui viene corretta la funzione tiroidea riferiscono spesso che la diffusione delle macchie rallenta e la luce inizia a funzionare meglio. Secondo: con un ipotiroidismo marcato la pelle è secca e guarisce più lentamente, quindi la dose di luce va aumentata con più cautela.

Gli integratori comunemente usati nella vitiligine – vitamina D, B12, acido folico, zinco, rame, antiossidanti – sono compatibili con la malattia tiroidea. Attenzione solo a due cose: le alte dosi di iodio (alghe, kelp) possono peggiorare la tiroidite di Hashimoto e il selenio con anti-TPO positivi è stato testato negli studi a 100–200 µg al giorno con una lieve riduzione degli anticorpi – dosi più alte non portano benefici. Le compresse Vitistop compresse che proponiamo contengono rame, zinco, selenio e L-tirosina in dosi entro le quantità giornaliere raccomandate; la L-tirosina è al tempo stesso precursore degli ormoni tiroidei e della melanina.

Piano pratico per i prossimi mesi

  1. Esami: alla prossima visita chiedete TSH, fT4, anti-TPO ed eventualmente B12, vitamina D e glicemia. Conservate i risultati – con la vitiligine vale la pena seguirne l’andamento.
  2. In caso di esito positivo: endocrinologo; la terapia tiroidea si imposta di solito entro 2–3 mesi.
  3. In parallelo proseguite il trattamento della vitiligine: luce 311 nm 2–3 volte a settimana (lampade UVB per casa), gel prima della seduta, supporto nutrizionale quotidiano – il percorso è descritto nel protocollo di trattamento.
  4. Fotografate le macchie una volta al mese con la stessa luce. Se dopo la correzione della tiroide la diffusione si ferma, lo vedrete nelle foto prima che allo specchio.
  5. Controllo annuale di TSH e anticorpi, anche se vi sentite bene.

Se non siete sicuri di come leggere i risultati o di come conciliare la terapia tiroidea con la fototerapia, scriveteci – consigliamo per esperienza personale, non al posto del medico.

Volete un consiglio su come iniziare? Scriveteci dove sono le vostre macchie e da quanto tempo – rispondiamo entro un giorno lavorativo con una proposta concreta.

Scriveteci Lampade UVB 311 nm

Domande frequenti

Devo far controllare la tiroide anche se non ho disturbi?

Sì. Le raccomandazioni per la vitiligine prevedono l’esame alla diagnosi e poi una volta l’anno, perché la tiroidite di Hashimoto resta per anni senza sintomi. Prima si scopre, più semplice è il trattamento.

La vitiligine guarisce se si corregge la tiroide?

Non automaticamente. La terapia tiroidea può rallentare la diffusione delle macchie e migliorare la risposta alla luce, ma la ripigmentazione richiede comunque la fototerapia o un altro trattamento mirato della pelle.

Posso prendere le compresse Vitistop con la malattia di Hashimoto?

La composizione (rame, zinco, selenio, L-tirosina, vitamine) è compatibile con la malattia tiroidea e le dosi rientrano nelle quantità giornaliere raccomandate. In terapia con levotiroxina assumete gli integratori ad almeno 4 ore di distanza dal farmaco, perché i minerali ne riducono l’assorbimento.

Anche nei bambini con vitiligine serve l’esame?

Sì, gli anticorpi si trovano nel 10–25 % dei bambini con vitiligine e il rischio aumenta nella pubertà. Il pediatra di solito controlla TSH e anti-TPO alla diagnosi e poi ogni uno o due anni.

Quali altre malattie si associano alla vitiligine?

Oltre alla tiroide, soprattutto l’anemia perniciosa (carenza di B12), il diabete di tipo 1, l’alopecia areata, il morbo di Addison e la celiachia. Hanno tutte una base autoimmune comune; gli esami mirati si fanno in base ai sintomi.

Leggete anche

Fonti: Vrijman C et al. The prevalence of thyroid disease in patients with vitiligo: a systematic review. Br J Dermatol 2012; Eleftheriadou V et al. BAD guidelines for the management of people with vitiligo 2021; Spritz RA, Andersen GH. Genetics of vitiligo. Dermatol Clin 2017; DermNet – Vitiligo.

Questo articolo ha carattere informativo e non sostituisce la visita né le indicazioni del dermatologo o dell’endocrinologo. I nostri prodotti supportano la cura della pelle accanto alla terapia consigliata dal medico; i risultati sono individuali.

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