UVB 311 nm o excimer 308 nm: quale luce è migliore per la vitiligine?

Se vi siete già informati sulla fototerapia per la vitiligine, avete incontrato due numeri: 311 e 308. Il primo indica l’UVB a banda stretta (NB-UVB), usato negli ambulatori dermatologici e nelle lampade portatili per uso domestico. Il secondo è il laser a eccimeri o la lampada a eccimeri, che emettono luce monocromatica a 308 nm e sono disponibili in centri specializzati. Tre nanometri di differenza sembrano trascurabili – in pratica decidono come si dosa la luce, quanto velocemente arrivano i risultati e quanto costa.
Cosa hanno in comune i due metodi
Entrambe le lunghezze d’onda appartengono alla banda UVB e agiscono con lo stesso principio. La luce intorno ai 310 nm penetra nell’epidermide e negli strati superiori del derma, dove fa tre cose contemporaneamente: attenua l’attività dei linfociti T che distruggono le cellule pigmentarie (effetto immunomodulante), stimola il rilascio di fattori di crescita dai cheratinociti e attiva la riserva di cellule staminali dei melanociti nei follicoli piliferi. È proprio dai follicoli che il pigmento ritorna – per questo i primi segni di ripigmentazione compaiono come piccoli punti bruni attorno ai peli, che gradualmente si uniscono.
La banda 308–311 nm non è casuale. Gli studi degli anni ’80 e ’90 hanno mostrato che le lunghezze d’onda più corte (sotto i 300 nm) provocano eritema, cioè arrossamento e danno cutaneo, molto prima di riuscire a stimolare il pigmento. Le lunghezze d’onda più lunghe (UVA, 320–400 nm) penetrano più in profondità, ma stimolano i melanociti debolmente e senza psoraleni quasi per nulla. La finestra intorno ai 310 nm è il compromesso con il miglior rapporto tra efficacia e sicurezza.
UVB a banda stretta 311 nm: lo standard per la vitiligine più estesa
L’NB-UVB usa tubi fluorescenti (più spesso Philips TL-01, ovvero PL-S 9W/01 nelle lampade portatili) con un picco di emissione stretto a 311 nm. La luce si applica su tutto il corpo in cabina o localmente con una lampada portatile. Le linee guida della British Association of Dermatologists (BAD 2021) e della Vitiligo European Task Force (VETF) considerano l’NB-UVB il trattamento di prima scelta nella vitiligine non segmentale che interessa più del 5–10 % della superficie corporea o si diffonde rapidamente.
- Frequenza: 2–3 sedute a settimana, a distanza di almeno 48 ore.
- Dosaggio: si inizia con 0,1–0,25 J/cm² (lampade portatili: 15–30 secondi) e si aumenta del 10–20 % a ogni seduta, finché non compare un lieve rossore che scompare entro 24 ore.
- Durata del ciclo: primi punti dopo 1–4 mesi, effetto completo dopo 9–12 mesi; si consiglia di valutare dopo 3 mesi e proseguire se la ripigmentazione è in corso.
- Risultato atteso: in una metanalisi (Bae et al., JAMA Dermatology 2017, 35 studi) il 74 % dei pazienti ha raggiunto almeno il 25 % di ripigmentazione dopo 6 mesi e circa il 36 % il 75 % dopo un anno. Rispondono meglio viso e collo, peggio mani e piedi.
Il grande vantaggio è la disponibilità: lo stesso tubo dell’ambulatorio si trova nella lampada portatile, quindi il trattamento può proseguire a casa, con regolarità e per anni. Lo svantaggio è che la luce colpisce anche la pelle sana attorno alla macchia, che si abbronza accentuando temporaneamente il contrasto.
Laser e lampada a eccimeri 308 nm: intervento mirato su piccole aree
Il laser a eccimeri (XeCl) emette luce coerente a esattamente 308 nm attraverso un piccolo applicatore di solito di 2–3 cm². La lampada a eccimeri (per es. sistemi tipo MEL) emette la stessa lunghezza d’onda, ma in modo non coerente e su un’area maggiore. In entrambi i casi la luce si applica solo sulla macchia, la pelle sana resta intatta. Questo consente dosi decisamente più alte (inizio 100–200 mJ/cm², incrementi di 50–100 mJ/cm²) senza abbronzare il resto del corpo.
- Indicazione: vitiligine localizzata fino a circa il 10 % della superficie corporea, vitiligine segmentale, viso e collo, macchie resistenti all’NB-UVB.
- Frequenza: 2–3 volte a settimana, di solito 24–48 sedute.
- Velocità: primi punti spesso già dopo 4–8 sedute, quindi più rapido dell’NB-UVB.
- Limiti: disponibile solo in clinica, costo per seduta, poco pratico nella vitiligine estesa (ogni macchia va irradiata separatamente).
Cosa dicono gli studi comparativi
I confronti diretti non sono molti, ma sono coerenti. In uno studio randomizzato a mezzo viso (Casacci et al., JEADV 2007) la lampada a eccimeri 308 nm dopo 6 mesi è risultata più efficace dell’NB-UVB: oltre il 75 % di ripigmentazione è stato raggiunto nel 37,5 % delle macchie trattate con eccimeri contro il 6 % con NB-UVB. La metanalisi di Lopes et al. (American Journal of Clinical Dermatology 2016) ha concluso che laser e lampada a eccimeri sono leggermente più efficaci e rapidi sulle macchie localizzate, mentre la differenza tra laser e lampada non era significativa. Una network meta-analysis (2022, 13 studi) ha inoltre segnalato che la differenza si riduce con trattamenti più lunghi – dopo 9–12 mesi l’NB-UVB recupera.
In pratica: se avete poche macchie sul viso e accesso a un centro con eccimeri, otterrete il risultato più in fretta. Se le macchie sono in più punti, su mani e piedi, o dovete mantenere il trattamento per anni, l’NB-UVB è la via più ragionevole ed economica – e si può fare a casa.
| Criterio | NB-UVB 311 nm | Eccimeri 308 nm |
|---|---|---|
| Sorgente luminosa | tubo fluorescente (Philips /01) | laser XeCl o lampada a eccimeri |
| Area irradiata | tutto il corpo o 40–55 cm² (lampada portatile) | solo la macchia, 2–3 cm² (laser) / maggiore (lampada) |
| Adatto a | vitiligine estesa o in diffusione, terapia a lungo termine | vitiligine localizzata, viso, segmentale, macchie resistenti |
| Primi segni | 1–4 mesi | spesso 4–8 sedute |
| Durata del trattamento | 9–12 mesi, mantenimento possibile | 24–48 sedute |
| Dove | ambulatorio o casa (lampada portatile) | solo clinica |
| Abbronzatura della pelle circostante | sì | minima |
| Costo | lampada una tantum, poi quasi nulla | pagamento per ogni seduta |
Sicurezza: cosa vale per entrambe le lunghezze d’onda
L’effetto indesiderato più frequente è l’eritema (scottatura) in caso di aumento troppo rapido della dose, oltre a prurito passeggero e secchezza cutanea. Con gli eccimeri, per le dosi più alte, compaiono più spesso vescicole sulla macchia. Il rischio a lungo termine di tumori cutanei con l’NB-UVB è, secondo gli studi di coorte finora disponibili (tra cui oltre 3 800 pazienti di un registro dermatologico), basso e nei pazienti con vitiligine non è stato confermato un aumento rispetto alla popolazione generale; si raccomanda comunque di non superare circa 200 sedute total body l’anno e di proteggere gli occhi con occhiali. Per la lampada portatile a casa valgono le stesse regole: aumentare la dose gradualmente, irradiare solo le macchie, usare gli occhiali sul viso e non irradiare nei giorni in cui la pelle è stata al sole.
La fototerapia non è adatta nelle malattie fotosensibili (lupus, porfiria), durante l’assunzione di farmaci fotosensibilizzanti senza consulto e in presenza di tumori cutanei nell’anamnesi. In gravidanza l’NB-UVB è considerato sicuro, ma è opportuno consultare il medico.
Come aumentare l’effetto della luce
La luce è il motore della ripigmentazione, ma non l’unico fattore. La combinazione con inibitori topici della calcineurina (tacrolimus) migliora i risultati su viso e collo; con i 308 nm la combinazione con tacrolimus negli studi è più efficace del solo laser. Dal 2023 in UE è disponibile la crema a base di ruxolitinib (Opzelura), che negli studi viene combinata con NB-UVB con buoni risultati. Tra le opzioni liberamente disponibili, i nostri clienti usano prima della seduta un gel con psoraleni da olio di Babchi (Vitistop Gel), che aumenta la sensibilità della pelle agli UVB, e integrano rame, zinco e L-tirosina in compresse (Vitistop compresse). L’intero percorso passo dopo passo è nel nostro protocollo di trattamento.
L’influenza maggiore, però, ce l’ha qualcosa che non costa nulla: la regolarità. Negli studi con NB-UVB ottengono i risultati migliori i pazienti che non saltano sedute nei primi tre mesi. Proprio per questo la lampada domestica ha senso – 2–3 brevi sedute a settimana sono più semplici a casa che recarsi in clinica.
A chi è adatta ciascuna opzione
- Poche macchie su viso o collo, vitiligine segmentale: eccimeri 308 nm in clinica, se disponibile; altrimenti lampada portatile NB-UVB con pettine.
- Macchie in più punti del corpo, mani, gomiti, ginocchia: NB-UVB 311 nm – cabina total body in ambulatorio o lampada portatile a casa sulle singole zone.
- Vitiligine in rapida diffusione: prima la stabilizzazione (dermatologo, eventualmente terapia sistemica), poi NB-UVB.
- Macchie che dopo un anno di NB-UVB non rispondono: provare gli eccimeri o la combinazione con terapia topica; mani e piedi privi di peli hanno una riserva limitata di melanociti e rispondono peggio con entrambi i metodi.
Guardate le lampade UVB portatili 311 nm che proponiamo, oppure scriveteci dove sono le vostre macchie – vi consigliamo se la fototerapia a casa ha senso nel vostro caso.
Volete un consiglio su come iniziare? Scriveteci dove sono le vostre macchie e da quanto tempo – rispondiamo entro un giorno lavorativo con una proposta concreta.
Scriveteci Lampade UVB 311 nmDomande frequenti
Il laser a eccimeri è più sicuro dell’UVB 311 nm?
Non è più sicuro, è più mirato. Con gli eccimeri la pelle sana resta intatta, ma sulla macchia si usano dosi più alte, quindi arrossamenti locali e vescicole sono più frequenti. Il rischio a lungo termine di entrambi i metodi è considerato basso se si rispetta il dosaggio.
Posso usare a casa una lampada a 308 nm?
Le lampade a eccimeri 308 nm sono dispositivi medici destinati agli ambulatori; in Europa di norma non si vendono per uso domestico. Le lampade portatili per casa lavorano con un tubo a 311 nm, che ha lo stesso meccanismo e nel trattamento a lungo termine risultati comparabili.
Quante sedute di eccimeri servono?
Di solito 24–48 sedute, 2–3 volte a settimana. I primi segni di ripigmentazione compaiono spesso dopo 4–8 sedute, soprattutto sul viso.
E se una macchia non risponde a nessuna delle due luci?
Le macchie senza peli (dita, polsi, caviglie, labbra) hanno poche cellule staminali dei melanociti e rispondono debolmente a qualsiasi fototerapia. Le opzioni sono le combinazioni con terapia topica, i trapianti chirurgici di melanociti (nella vitiligine stabile) o il camouflage.
Si può combinare la lampada domestica con le sedute in clinica?
Sì, ma non nello stesso giorno e sempre con il consenso del medico, per non sommare le dosi. La prassi comune è un ciclo in clinica e la lampada domestica per mantenere il risultato o per le zone che la cabina raggiunge male.
Leggete anche
Fonti: Bae JM et al. Phototherapy for vitiligo: a systematic review and meta-analysis. JAMA Dermatol 2017; Lopes C et al. UVB phototherapy for vitiligo: a systematic review and meta-analysis. Am J Clin Dermatol 2016; Casacci M et al. Comparison between 308-nm monochromatic excimer light and NB-UVB in vitiligo. JEADV 2007; Eleftheriadou V et al. BAD guidelines for the management of people with vitiligo 2021. Br J Dermatol 2022; DermNet – Narrowband UVB phototherapy.
Questo articolo ha carattere informativo e non sostituisce la visita né le indicazioni del dermatologo o dell’endocrinologo. I nostri prodotti supportano la cura della pelle accanto alla terapia consigliata dal medico; i risultati sono individuali.
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